martedì 12 novembre 2013

Torino negli occhi.

Questo mio strambo mestiere ogni tanto mi riserva regali inaspettati, come nei giorni in cui mi porta ad annusare il mare, quel mio mare che il primo respiro lento e gonfio di attesa fino a farmi dolere i polmoni non è mai abbastanza, o quando mi porta a conoscere città nuove, scorci, marciapiedi, volti riflessi sulle vetrine e percorsi da assimilare. 
A volte invece, come oggi,  mi regala Torino.
La osservavo ieri sera al rientro autostradale serale, la sua singolare bellezza esaltata da un vento tagliente che aveva nascosto le nuvole lontano, con l'anfiteatro di montagne luccicanti della prima neve, la collina spazzata dalle folate rabbiose, un blu del tramonto così limpido e pulito e le mille luci fitte e tremolanti che sembravano brace scintillante. 
Torino ha pezzi di Parigi e d'Africa, ha le maestosità reali e sontuose dei Savoia ed angoli degradati. Luce e buio a portata d'occhi.
Ma prevalgono parti di questa città che mi fermano ancora il cuore, un sorriso sospeso che si appaga rapito lasciando scorrere lo sguardo. Angoli, incroci, mura antiche lì da millenni, un monumento assediato dai piccioni ai cui piedi sedersi, la calma placida del fiume ed il finto medioevo a specchiarcisi dentro. Spazi in qualche misura miei, che riconoscono i miei passi, stendendo con cura le pieghe che a volte ho dentro. 
Ho imparato a conoscerla da ragazzo percorrendola con i piedi e con gli occhi, fino a perdermi e meravigliarmi, più e più volte. E meravigliarmi e perdermi con i piedi e con gli occhi  quando posso, quando riesco a ritagliarmi una parentesi tra le telefonate e le grane e le mille cose da fare, è un lusso a cui difficilmente riesco a rinunciare.
Ci sono i lunghi viali allineati che si intrecciano a perpendicolo. Ci sono le piazze aristocratiche, severe ed ordinate di colonne, e quelle più piccole, raccolte, composte e silenziose che se ci capiti una sera d'inverno ti sembra di aver attraversato indenne un paio di secoli. C'è una piazza che, dopo, la mia vita non è più stata uguale. Ci sono i bar storici, eleganti di cristalli e salotti,  e ce n'è uno piccolo e quasi sempre gremito, con la boiserie in legno e gli specchi lavorati, i tavolini con il ripiano in marmo ed i centrini fatti all'uncinetto che se intingi il cucchiaino nel "bicerin" e lo mescoli ti guardano male. Ci sono cortili dei palazzi storici, che ognuno è storia, i mille ex voto della Consolata che da piccolo ne leggevo rapito le vicende, l'insuperabile eleganza di San Lorenzo, c'è il retro della collina di Superga con i nomi della squadra del Grande Torino. C'è una galleria che proprio non riesco ad attraversare guardando in su. C'è la Fetta di polenta fatta per ripicca, le luci sul monte dei Cappuccini e le bancarelle di libri da annusare, lungo via Garibaldi. C'è l'interno di Palazzo Carignano e le sue stelle, c'è la panchina di quella piazza che il mondo era una cornice immobile, ci sono i mille posti dove ho portato la mia moto, c'è quando ero disperato senza radici e quando invece mi sentivo al centro dell'Universo, c'è la statua della Dora che è stato il mio personalissimo escamotage per poter inserire la foto di una donna nuda all'interno della mia tesi di laurea, c'è il parco dove vado a correre, c'è il mio negozio di stilografiche, il posto del mio primo cantiere importante e quell'altro, molto più prezioso per me, che era stato un cantiere di mio padre trent'anni fa, prima di diventare mio. 
Ed i miei passi ed i miei occhi, anche oggi non hanno sbagliato. 

23 commenti:

  1. Capisci perché la amo la tua città?

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    1. Sì, vabbè, ma come ti commentai, Parigi è un'altra cosa.

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  2. di questa città sento solo un gran bene: dovrò venirci per la mezza, prima o poi.....

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    1. Dai, organizza!
      (beato te che ci puoi pensare, io sto qua a programmare l'intervento al tendine d'achille :-(

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    2. minkia! sarebbe stata anche la mi ultima risorsa, ma sembra che le onde d.urto....... aggiornaci.

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    3. Io so che l'altro, quello operato, me lo sentivo come nuovo già dopo mezz'ora dall'intervento.
      So che se sto un mese senza correre quando poi riprovo a fare due km a 6 (!!!??@@!!!) poi devo stare con il ghiaccio ed il giorno successivo zoppico che mi danno pure l'elemosina.
      E pensa che l'altro era messo pure molto peggio, ci avevo perso un anno, tecar onde ed ogni altra menata erano serviti a poco. Se non corro non zoppico, ma porcaputtana abbiamo così poche cose che ci piace fare che non ho proprio voglia di dire basta.
      Tranquillo, aggiornerò.

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  3. ...ed i miei passi ed i miei occhi, anche oggi non hanno sbagliato.
    Tranquillo. E' un po' prestino (non tanto) per l'Alzheimer.

    un abbraccio forte

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    1. però, a parte gli scherzi, e che ultimamente tendo a celare la commozione rivestendola di acido muriatico, voglio dirti che ciò che hai scritto è bellissimo. E' una dichiarazione d'amore vera per la tua città. Beato te che senti così Tua una città.
      Ciao

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    2. Mi dispiace. Il tizio con la mazza da baseball ha già preso il treno. E non so sarà l'Alzheimer o meno, ma mi ha garantito che anche tu dimenticherai molte cose, dopo.

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    3. E sbaglierò, ma mi piacerebbe leggere un tuo post su Palermo.
      Solo che dovrai schiacciare i tasti con il naso. Ci metterai un po'

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    4. ci pensavo oggi, dopo aver letto il tuo. M'innervosisco solo al pensiero. In tutti i posti più belli che attraversavo da piccolo ho subito una rapina.

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  4. Voi due siete insostituibili! Cosa darei per vedervi a cena allo stesso tavolo! :-D

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    1. E chi lo imbocca? Tu, o io?

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    2. io dai... ma dovesse essere in bagno che lo accompagni tu! 3:)

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    3. Cos'è 'sta caciara qui? Avete almeno pagato il biglietto?

      E..... ma ci andate da soli o vi ci devo far accompagnare?

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    4. E' vero, se vuoi ti autorizzo a cancellare i miei commenti, d'altronde sei l'amministratore di questo blog, no? :)
      Per una volta che scrivi un post decente, t'ho imbrattato lo spazio commenti... Perdonami.

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    5. "Per una volta che scrivi un post decente" me la segno. Dovrò dare un extra al tizio con la mazza da baseball.

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  5. Non lo provocare Ing. che poi per Natale ti regala una cravatta. (Scozzese)

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  6. Carissimo non avrei mai trovato le parole, per "metter giù" una descrizione cosi romantica e lusinghiera nei confronti di Augusta Taurinorum. Leggendo il tuo post ho passeggiato un po con te in questa splendida Torino
    Pura vida

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    1. Quando vuoi, Slaymer. una bella "spassgiada", con bicerin obbligatorio.
      Come va lassù tra i monti Yollalahihuuu? Tantamatanta neve?

      A presto.

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  7. Tornato ieri a turin .. ti squillero a breve

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