E' un regalo a sorpresa. Scartandolo ritrovi l'incanto di sempre, immutato nel tempo, lo vedi dai primi fiocchi titubanti, ricordi bene come facevi da piccolo, adesso che a volte ti senti padre e piccolo ancora nello stesso tempo, con quella mano calda nella mano e quel cuore addosso al cuore, quel sorriso vicino e quella voce che è tua e che mai nessuna voce sarà così, per te. Ti fermi e non pensi, non sai, ti perdi sospeso nel tempo rallentato che vede discendere i fiocchi, osservi dai vetri guardando verso la luce dei lampioni, per veder meglio se aumenta, per esser sicuri che non smetta, che non smetta mai, che ne faccia due metri, due nasi schiacciati contro alla finestra gelata ad appannare il vetro ed a disegnare cuori e chiavi di violino, ascoltando insieme il rumore del silenzio che fa.
E' uscire di nascosto, alle undici di sera, shhhh! dai, ridi piano che nessuno deve sentire che siamo scappati di casa, un padre ed una figlia insieme, due cuori matti così vicini che si toccano tra i fiocchi che scivolano. E' la bellezza avvolgente di una passeggiata nel mondo che tace, nessuno per strada, neanche il rumore del traffico lontano sulla statale, che così anche bucodiculoplace ammantato nell'incanto sembra quasi un paese di Dickens, con gli alberi carichi, le piazze coperte ed i campanili che svettano nella luce gialla e nello sfarfallio dei fiocchi illuminati che così sembran tanti di più. E' tenersi per mano e tirare fuori la lingua guardando verso l'alto, a vedere quella moltitudine di briciole che sbucano dal niente blu scuro della notte e roteando ti arrivano addosso, guarda quel fiocco che grosso, lo prendo io. E' sentire quel rumore che solo la neve fa quando i passi compattano quella già caduta, è osservare le strade candide ed ondulate di marciapiedi e tombini dove non è ancora passato nessuno ed inventarsi le orme più bizzarre, di elefanti ubriachi, pantere e piedi nudi dello Yeti. E' camminare tenendosi sempre per mano e ridere ridere ridere, che le risate rimbalzano sul manto sul silenzio e sul candore di mille brillanti riflessi delle luci, e così sono più cristalline e più belle anche le risate della tua bimba, è il fiato di fumo che esce ma non senti freddo, tu d'altro canto mai, mai, ma neanche la tua piccina, lo credo bene, che lei prima di uscire si è messa duemagliequattromaglioniduegiubbottielagiaccaaventodisuamadre ed il berrettone con il pompon e le sciarpe con i pompon, che così imbaccuccata sembra l'omino Michelin che ride, che cade e rotola e ride.
E' fare la gara a scivoloni, giù per la discesa, a prender la rincorsa e vedere chi rimane in equilibrio più a lungo, e giocare poi a palle di neve e gelarsi le dita e ridere ancora, nascosti dietro agli alberi, a cercar di colpire il ramo carico sopra la testa, in questa notte che notte non è, con un chiarore che si riflette sui fiocchi e sul bianco e si amplifica e si espande.
E' fare il pupazzo di neve più grande del paese, cominciando facendo rotolare una palla e finendo spingendo faticosamente un cilindro che in due non si riesce quasi più a girare, è cercare i due rami per le braccia ed essersi ricordati di sgraffignare dal frigo una carota per il naso e due olive per gli occhi. Sono i tuoi capelli più lunghi che mai e più ricci, così bagnati dalla neve, che coprono gli occhi che non si sono ancora saziati, nonostante gli anni passati a vederne, di nevicate così, di meraviglie così.
E' tornare a casa felici e bagnati, bagnati fradici con le mani gelide intrecciate e ridere ancora piano, chiusi in bagno ad asciugarci a vicenda, in due sotto lo stesso cappuccio dell'accappatoio.
E' tornare a casa felici e bagnati, bagnati fradici con le mani gelide intrecciate e ridere ancora piano, chiusi in bagno ad asciugarci a vicenda, in due sotto lo stesso cappuccio dell'accappatoio.
E' vedere addormentarsi tua figlia, che scivola nel sonno dicendo speriamo che non smetta stanotte, papà, con un sorriso sereno che è così bello e che, come la neve che cade, non ti stancherai mai di guardare.
Speriamo che non smetta mai, bimba mia.
Speriamo che non smetta mai, bimba mia.






